RECENSIONE: Quel che resta della notte
- Tonia Sciarra
- 17 dic 2022
- Tempo di lettura: 4 min

Editore/Autore: Martina Musto, Land Editore.
Volume: Autoconclusivo.
𝐓𝐑𝐀𝐌𝐀:
Durante il suo primo giorno da specializzanda nel migliore ospedale di San Francisco, la timida Astrid si scontra con il dottor Edward Withmore, il più giovane quasi-primario di cardiochirurgia della storia.
Chirurgo di successo, Edward è molto più grande di lei, e fin da subito le mostra un odio immotivato, che la destabilizza e le fa perdere ogni certezza sul suo futuro da pediatra.
Edward rappresenta tutto ciò che Astrid dovrebbe evitare, ma lo sguardo di quell'uomo ombroso e solitario sembra seguirla ovunque... almeno finché, durante la notte più tempestosa dell'anno, l'antipatia che li divide si trasforma in un'attrazione impossibile da spiegare.
𝐂𝐎𝐒𝐀 𝐍𝐄 𝐏𝐄𝐍𝐒𝐎:
Buon pomeriggio cari lettori, il Natale si avvicina e a volte si ha bisogno di leggere un qualcosa diverso dal solito. Oggi voglio parlarvi del libro "Quel che resta della notte" di Martina Musto.
Ma prima di farlo vorrei chiedervi...
❓Pensate di essere empatici, oppure di non provare abbastanza empatia?
❓Come affrontereste un rifiuto?
Ci troviamo di fronte ad un romance medico che scardina un po' quelli che sono i classici cliché del genere. Astrid è una ragazza molto caparbia, che desidera essere una pediatra intraprendente e brillante, un giorno le viene offerto il lavoro dei suoi sogni e la sua vita è destinata a cambiare. Fin da subito dimostra di non lasciarsi sopraffare dal lavoro cominciando a stringere le prime amicizie che per lei si riveleranno preziose ed importanti.
D'altro canto, l'arrivo dei tre dottori più "in vista" dell'ospedale, la costringerà a puntare gli occhi su Edward Whitmore, un cardiologo davvero in gamba che concorre alla carica di primario del suo reparto, lasciata precedentemente dal padre ormai defunto.
Le cose da qui si complicano un bel po', Edward è freddo, scostante, addirittura rivolge ad Astrid parole che molto spesso la manderanno su tutte le furie creandole una sensazione di disagio o addirittura umiliazione.
Spezzando una lancia a favore di Edward, posso affermare che Astrid effettivamente sia molto permalosa come personaggio, a tratti l'ho trovata anche un po' troppo suscettibile a causa della sua empatia. Sembra essere una buona amica per chiunque, ma quando si tratta di sé stessa, reagisce come farebbe quasi chiunque, ovvero non riesce ad essere obiettiva.
È una ragazza semplice che è dedita agli amici e alla famiglia, eppure a volte sente il bisogno di estraniarsi dalla realtà, nonostante non mi sia piaciuta come personaggio, a volte mi ha sorpresa, forse perché incarna proprio ciò che è la semplicità fatta persona.
Edward invece è un uomo emblematico, più grande di Astrid e con alle spalle le sue esperienze. Sembra non riuscire a vivere nella compassione o con l'amore, tutt'altro! Lascia che la gente creda alle dicerie sul suo conto, ma resta ancorato nella sua solitudine, quindi possiamo dire che sia completamente l'opposto di Astrid.
Ci saranno tutta una serie di eventi che presi nella loro totalità spingeranno i due a desiderarsi, ma continuare a respingersi per un motivo o per un altro, ma considerando il fatto che Edward abbia molte cose nascoste nel suo passato, la sua reazione nasce proprio da questo e sarà Astrid a doverne carpire gli atteggiamenti.
La ragazza si ritroverà ad affrontare delusioni, a vivere nuove esperienze con le sue amiche ed anche ad elargire consigli che daranno i loro frutti il più delle volte. Il suo amore per i bambini la spingerà a lavorare in ospedale con dedizione e questo non passerà inosservato.
Nonostante i colpi di scena non manchino, la scrittura non risulta mai petulante, nonostante sia in prima persona. A parer mio ci sono delle descrizioni meravigliose che mi hanno colta di sorpresa ed anche i capitoli sono strutturati in modo carino, poiché dietro i nomi dei fiori, c'è un significato ben preciso che potrete comprendere leggendo la storia e che è associato proprio a loro due.
Un personaggio che ho trovato particolarmente odioso, è stato Ian. Non ho amato il suo modo di gestire le cose, oltretutto gli sbagli che ha commesso senza rendersi conto di far soffrire quella che dovrebbe essere la sua fidanzata.
Ammetto che inizialmente lo avevo trovato molto simpatico e a modo, ma poi successivamente mi è scaduto un pochino, ma come si suol dire ci deve essere sempre il personaggio di turno che non ci prende.
Nel complesso la lettura è stata davvero piacevole, mi ha accompagnata nei momenti più svariati della giornata con curiosità di sapere come sarebbe andata a finire. Considerando che è il primo libro scritto dall'autrice, devo dire che è riuscito davvero molto bene proprio per la sua semplicità e per le descrizioni meravigliose che apparivano soprattutto dai punti di vista di Edward, dai quali ne sono rimasta affascinata.
I due dovranno imparare a conoscere i loro demoni interiori a vicenda e a comprendere quanto in realtà siano affini, molto più di quanto possano credere e sarà proprio questo a condurli su un sentiero lungo e tortuoso che si rivelerà essere importante e profondo da entrambe le parti.
Voglio ringraziare Martina per essersi affidata a me e farle un enorme in bocca al lupo per il suo debutto, ma anche per le soddisfazioni che potrà riservarle il futuro.
" Alcuni sono soltanto destinati a sentire e percepire le anime segregate nei corpi e sentirsi avviliti dal non poter agire."
Il mio voto: ⭐⭐⭐ e mezzo /5

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