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RECENSIONE: Lapvona.

  • Immagine del redattore: Tonia Sciarra
    Tonia Sciarra
  • 27 mar 2023
  • Tempo di lettura: 4 min

📚

 

Editore/Autore: @feltrinelli_editore

Volume: Autoconclusivo.

 

         𝐓𝐑𝐀𝐌𝐀:

Il racconto si svolge nel corso di un anno nel villaggio medievale di Lapvona, un luogo povero e timorato di Dio che viene perennemente prosciugato dei suoi averi dal signore feudale che vive in cima alla collina. Il piccolo Marek, il figlio maltrattato e delirante di un pecoraio, non ha mai conosciuto sua madre; suo padre gli ha detto che è morta al parto. Una delle poche consolazioni della vita per Marek è il suo legame duraturo con l’ostetrica cieca Ina, che lo ha allattato quando era un bambino, come ha fatto con così tanti bambini del villaggio. Ma i doni di Ina vanno oltre all’accudimento dei neonati: possiede una capacità unica di comunicare con il mondo naturale. Il suo dono la trasforma in veicolo di conoscenze sacre che non sono disponibili agli altri abitanti del villaggio, per quanto religiosi possano essere. Per alcune persone, la casa di Ina nei boschi fuori dal villaggio è un posto da temere e da evitare, un luogo senza Dio. Tra di loro c’è padre Barnaba, il prete della città e lacchè del depravato signore e governatore Villiam. Il disperato bisogno del popolo di credere che ci sia qualcuno che ha a cuore i suoi interessi è messo a dura prova da Villiam e dal sacerdote, specialmente in questo anno di siccità e carestia eccezionali.

 

      𝐂𝐎𝐒𝐀 𝐍𝐄 𝐏𝐄𝐍𝐒𝐎:


Buongiorno cari lettori, oggi voglio portare alla vostra attenzione un libro che per me ha avuto dell'assurdo. Se siete amanti delle letture particolari ed alquanto disturbanti, allora soffermatevi per un attimo su questa recensione.

Il libro di cui sto parlando si chiama Lapvona ed è proprio da qui che prende il nome il villaggio nel quale è ambientato questo racconto.

Ci troviamo in un villaggio di stampo medievale con antiche tradizioni e credenze, che però hanno una peculiarità, ovvero sfociano nell'eccesso con temi che si protraggono verso azioni che diventano sempre più reali, fino a portare a strane sensazioni, che possano essere di disgusto, stupore, curiosità o quant'altro.

Il primo protagonista di cui vediamo aspetti interessanti, ma anche disturbanti è proprio Marek. Si tratta di un ragazzino storpio che vive con un padre violento e che a modo suo gli dimostra un amore filiale contorto proprio con l'uso della violenza alternata a parole di conforto, che siano in grado di rendere suo figlio più "forte" caratterialmente e di farlo crescere come un vero uomo. Questo scaturisce nel ragazzo una sorta di atteggiamento auto-punitivo, volto a spingerlo tra la grazia di Dio e l'eterna salvezza. Ho visto queste scene forti come una sorta di denuncia a quelli che sono proprio gli eccessi della religione e a ciò che essa può portare a fare, se dedita ai troppi eccessi.


Marek viene accolto da Ina, una donna che diventa un po' quella che è la "mamma" di tutti i bambini del villaggio allattandoli e facendo sì che crescano sani e forti. È una donna che dalla vita ha dovuto subire tanto in seguito alla peste che portò via la sua famiglia e la sua vista, ma ciò le ha permesso di poter entrare in risonanza con la natura e ciò che la circonda. Dopo aver fatto una scelta di vita molto importante, si rintana nei boschi e decide di isolarsi da un mondo che fino a quel momento non ha fatto altro che causarle un dolore fin troppo grande alimentato dalle scelte che il sacerdote del villaggio vuole imporle. Ella nasconde un segreto fin troppo grande che riguarda la mamma dello stesso ragazzo che accudisce ancora nonostante la sua vecchiaia. I due hanno un rapporto morboso ed anche assurdo, infatti tutto ciò che viene in mente è un disgusto per alcune cose che sono volte proprio a far impressionare il lettore, quasi come volerlo provocare volutamente.

È molto difficile per me poter fare una recensione di questo libro, più che altro perché è una di quelle letture che a parer mio va presa così com'è con tutti i colpi di scena e i brividi che esso può donare.

Ottessa ha uno stile di scrittura molto profondo e sono sicura che il suo intento non fosse quello di focalizzarsi su ciò che accade all'interno del villaggio di Lapvona, ma quello di far comprendere come ognuno di noi nasconda un lato oscuro nonostante sia all'apparenza ben diverso da come dimostra di essere.

Le peggiori perversioni, violenze e situazioni si ritrovano proprio qui. Tutte all'interno di questo piccolo villaggio dimenticato da Dio e minacciato da un Signore che tutti sembrano temere o stimare, a seconda delle cose.

Se state avete bisogno di un libro che vi inquieti in qualche modo e che possa essere una sottospecie di viaggio oltre i limiti della mente, questo fa proprio al caso vostro.


Voglio ringraziare @unalibraiaincorsia per aver organizzato questo meraviglioso review party e le mie compagne di avventura che si sono lasciate andare a tutte le sensazioni ed emozioni contrastanti che ha scaturito questo libro:

@pennacchio.sabrina

@universinteriori

@annarita_books

@readings.of.rebs

@giulisbookshop

@_letturaincorso_

@i.libri.di.v

@birth.venus

@my_bookish_room

@ritarda.daria

@iltaccuinodilaurab

 

“ Non era capace di

perdonare perché era troppo annebbiato dal suo dolore e dai

suoi rancori. Era questo sangue cattivo a fargli battere il cuore. ”

 


Il mio voto: ⭐⭐⭐⭐/5

 
 
 

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