RECENSIONE: La lacrima dell'Arcangelo - l'impero degli immortali.
- Tonia Sciarra
- 17 gen 2023
- Tempo di lettura: 3 min

Oggi voglio presentarvi l'impero degli immortali. Un fantasy che posso definire storico a tutti gli effetti. Il mondo costruito intorno a questo libro ci riporta a quella che sembra l'Italia, a causa dei nomi riportati all'interno della storia, ma ci renderemo conto ben presto che non è affatto come lo conosciamo, a partire anche dalla storia che avvolge il mondo delle religioni, i cui ordini sono divisi in Sette e legati indissolubilmente alla figura del pontefice, ma ce n'è uno che tutti evitano come la peste, nonostante sia famoso per essere quello che non si fa scrupoli, avendo fra le sue schiere dei peccatori; l'ordine di Azrael, l'angelo della morte.
È proprio qui, in questo luogo a tratti oscuro e scarno, che viene fuori la figura di Miriam Dragomanni, un'Iscariota ed orfana che dapprima viene allevata da Cecilia Dragomanni e poi successivamente viene mandata all'età di dieci anni nell'ordine con la speranza di poter imparare a difendersi dal mondo esterno e diventare qualcuno.
Miriam fin da subito ci appare come una ragazza forte e senza timori particolari. Accetta i suoi incarichi, non ha paura di mettersi contro coloro che reputa non all'altezza dei loro doveri e soprattutto dimostra avere un carattere schivo.
Cresce sotto la tutela di padre Lucio, uno dei Precettori che lei considera un vero e proprio padre a tutti gli effetti. È sempre pronto a darle consigli riguardo i momenti più fragili della sua vita e comprende quanto per lei sia stato difficile vedersi abbandonata.
Miriam d'altro canto dovrà ben presto fare i conti sul suo oscuro passato, in un momento storico che sembra altrettanto precario. Il pontefice Rodrigo de Bellera trama una guerra contro gli Adaram, ovvero sia coloro che sono nati dal sangue angelico e per poterlo fare, pare che si affidi ai Noohraim, che invece fanno parte di quelli che definiremmo coloro che invece fanno parte della cerchia demoniaca.
Le alleanze sembrano fragili e corrotte, nelle città regna il caos totale nel quale ognuno sembra voler attingere ad una fetta della vittoria che Rodrigo tanto acclama, ma è proprio qui che Miriam scoprirà parte di ciò che è, colei che è destinata a metter fine a tutto questo in un modo o nell'altro.
Fra i vari suggerimenti ricevuti durante un incarico importante, partirà alla ricerca di sé stessa tornando però con più domande, che risposte ed è proprio questo che la spingerà ad agire cercando un confronto con Cecilia, che sembra ancora tenere a lei nonostante tutto.
La scrittura del libro è stata davvero tanto scorrevole, nonostante l'enorme mole di informazioni riguardo ciò che ci circonda, l'autrice accompagna passo passo il lettore senza mai renderlo confuso o smarrito.
Si potrebbe fare inizialmente confusione con i vari nomi, ma questo non costituisce un intoppo alla lettura, anzi ci renderemo conto di quanto sia facile poter avere a che fare con ciò che già sappiamo e che ci viene narrato.
Ho visto questo primo libro un po' come uno sfondo, se vogliamo. Un modo per poter raccontare cosa sia accaduto e darci piccole rivelazioni in attesa della battaglia finale che vedremo nel prossimo. Mi è piaciuto il fatto di aver ricreato un mondo parallelo simile a quella che sembra essere l'Italia dell'epoca di Lorenzo De Medici, almeno a me ha dato questa sensazione e non è infatti un caso che si ritrovino cognomi ben in vista all'epoca.
Che dire? Sono rimasta piacevolmente stupita da questo romanzo e spero di potervi parlare presto del seguito, perché sono davvero tanto curiosa di cosa potrebbe accadere.
“ Azrael era noto come Angelo della Morte e la sua misericordia era molto più grande di quanto si pensasse. Eppure, la sua misericordia era stata il risultato di un errore che aveva pagato molto caro.
”
Il mio voto: ⭐⭐⭐.8/ 5

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