RECENSIONE: Il tempo della neve
- Tonia Sciarra
- 14 dic 2022
- Tempo di lettura: 5 min
Aggiornamento: 17 dic 2022
Editore/Autore: Manuela Vinario.
Volume: 1 (in corso...)
𝐓𝐑𝐀𝐌𝐀:
Norvegia, secondo millennio dopo Cristo, in una realtà alternativa
Siamo in un'altra dimensione, in un mondo unico ma al contempo terrificante che associa alla modernità il retrogusto amaro dell'antichità. Profezie, incantesimi e giochi di potere si innestano su uno scenario barbaro e ostile, dove ogni anima umana è mossa dal filo invisibile del Destino, alle cui forbici nessuno può sfuggire. La magia è il fondamento su cui si regge il mondo conosciuto ed ingloba ogni essere umano che non abbia avuto l'ardire di rifiutarla, aspirando ad una natura indipendente e rivoluzionaria.
Alesys Von Hardin è una giovane fanciulla, principessa del Nord, cresciuta a Tromsø, una cittadina accogliente a nord della Muraglia, che divide i suoi territori da quelli dei suoi acerrimi rivali. Tutto in lei è diverso dagli altri Norvegesi, quelli che si considerano Puri. Lei, infatti, fa parte dei Tidløs, una popolazione indigena autoctona il cui territorio si estende in tre grandi fiordi, da sempre in conflitto con il resto dei sudditi di Norvegia. Da tempo immemore leggende e maldicenze di ogni tipo aleggiano su questa specie: maghi e stregoni violenti e barbari, che non si fanno scrupoli ad uccidere e a torturare violentemente chiunque capiti loro sotto tiro.
Ad Oslo invece, confinato fra le mura di un antichissimo castello, vive Gunnar, principino del Regno di Norvegia, Islanda e delle Nazioni dei Ghiacci.
𝐂𝐎𝐒𝐀 𝐍𝐄 𝐏𝐄𝐍𝐒𝐎:
Buonagiorno cari lettori, spero che stiate bene. Oggi è un'ennesima giornata uggiosa ed è perfetta per portare alla vostra attenzione una novità in campo fantasy con una nuova autrice emergente. Sto parlando de "Il tempo della neve" di Manuela Vinario.
Alyssa sa di non essere in grado di provare emozioni a parte la rabbia che cova dentro di sé fin dalla tenera età ed è consapevole anche del fatto di essere un'emarginata, i cui poteri sono ormai rari nella sua generazione. Difatti, è da ormai mille anni che non ci sono più Maghi potenti con le sue caratteristiche e ciò la metterà a dura prova durante la vita nel proprio paese.
Dall'altra parte abbiamo Gunnar, un principe appartenente alla casata degli Andreassen facente parte dei Puri, ovvero di coloro che non hanno mai avuto poteri di alcun genere. È un ragazzo buono, molto attento alla sua famiglia e non si lascia impressionare facilmente, sembra essere il tipico principe azzurro perfetto in tutto e per tutto, cosa che lo renderà l'opposto di ciò che è Alyssa.
Ciò che ho amato in particolar modo è stata l'amicizia che lega Ardin, il figlio del comandante dell'esercito ed Alyssa. Con lui la principessa è "umana" in tutto e per tutto, abbandonando l'apatia che fa parte di lei, si ritrova a provare sensazioni ed emozioni che ogni ragazza della sua età dovrebbe provare. La loro amicizia nasconde tanto, eppure l'ho trovata così pura e genuina da farmi tenerezza, la stessa che ha suscitato in me quello che penso diventerà a tutti gli effetti il mio personaggio preferito, ovvero Jørgen, il fratello minore di Gunnar.
È un bambino molto intelligente, aperto di mentalità rispetto a quelli che sono i pregiudizi che i Puri hanno su ciò che c'è oltre la Muraglia e i loro confini, ma a differenza del fratello la sua vita non è per nulla semplice. Fin da subito viene emarginato dal popolo e da coloro che non sono membri stretti della sua famiglia, questo a causa di un braccio paralizzato che lo farà etichettare come "figlio del Diavolo", proprio come le classiche usanze medievali nelle quali chiunque abbia una caratteristica fisica differente dalla normalità, è considerato facente parte di una famiglia che in passato ha peccato.
I suoi pov mi sono piaciuti moltissimo, mi ha trasmesso tanto e trovo che sia stato descritto con una delicatezza e con un pathos che è impossibile non affezionarsi a lui.
Ogni personaggio merita di essere vissuto e scoperto, ognuno di loro ha una profondità che raramente possiamo trovare anche in personaggi di sfondo proprio perché appunto, non fanno parte dei protagonisti della storia.
Il loro primo incontro avviene tramite una visione della principessa, la quale verrà messa in guardia tramite una profezia. Alyssa sa che Gunnar prima o poi sarà la causa di una guerra che sfascerà la tregua che i due regni conservavano da un centinaio di anni dopo la fine della guerra dello Smeraldo e questa cosa la tormenterà per tutta la vita, fin quando suo padre non le annuncerà l'unione in matrimonio con Gunnar Andreassen ed è lì che il mondo di Alyssa crollerà inesorabilmente.
Non c'è stato nemmeno un personaggio che non mi sia piaciuto in questo libro, devo ammetterlo. Ognuno sembra essere funzionale per qualcosa e nell'insieme funzionano tutti meravigliosamente!
Ciò che ho amato in particolar modo è stata l'amicizia che lega Ardin, il figlio del comandante dell'esercito ed Alyssa. Con lui la principessa è "umana" in tutto e per tutto, abbandonando l'apatia che fa parte di lei, si ritrova a provare sensazioni ed emozioni che ogni ragazza della sua età dovrebbe provare. La loro amicizia nasconde tanto, eppure l'ho trovata così pura e genuina da farmi tenerezza, la stessa che ha suscitato in me quello che penso diventerà a tutti gli effetti il mio personaggio preferito, ovvero Jørgen, il fratello minore di Gunnar.
È un bambino molto intelligente, aperto di mentalità rispetto a quelli che sono i pregiudizi che i Puri hanno su ciò che c'è oltre la Muraglia e i loro confini, ma a differenza del fratello la sua vita non è per nulla semplice. Fin da subito viene emarginato dal popolo e da coloro che non sono membri stretti della sua famiglia, questo a causa di un braccio paralizzato che lo farà etichettare come "figlio del Diavolo", proprio come le classiche usanze medievali nelle quali chiunque abbia una caratteristica fisica differente dalla normalità, è considerato facente parte di una famiglia che in passato ha peccato.
I suoi pov mi sono piaciuti moltissimo, mi ha trasmesso tanto e trovo che sia stato descritto con una delicatezza e con un pathos che è impossibile non affezionarsi a lui.
Ogni personaggio merita di essere vissuto e scoperto, ognuno di loro ha una profondità che raramente possiamo trovare anche in personaggi di sfondo proprio perché appunto, non fanno parte dei protagonisti della storia.
Passiamo ora alla struttura del libro. La scrittura è un qualcosa di sublime, un'autrice emergente che comincia così il suo esordio, non può che essere destinata a grandi cose. Ci troviamo di fronte a parole scorrevoli, termini scelti con cura e ben studiati, che permettono di immergersi completamente in un mondo fatto di neve e ghiaccio.
Ho avuto modo di poter immaginare i paesaggi della Norvegia con nitidezza, provando quella sensazione di freddo e al contempo calore che questa nazione trasmette di primo acchito.
L'unico consiglio che potrei dare alla scrittrice a riguardo, sarebbe inserire delle virgolette basse nei dialoghi per rendere il tutto ancora più semplice, ma per il resto ho trovato ogni singolo elemento perfetto.
Ci troviamo di fronte una storia che è ricca di colpi di scena, ho divorato pagina dopo pagina in pochissimo tempo riuscendo a percepire tutto ciò che essa voleva trasmettermi.
Mi ha affascinato non solo il contesto, essendo amante dei paesi nordici, ma anche il tipo di background che c'è alle spalle e che regge una lotta che ormai imperversa da secoli sui due fronti. Le cose prendono una piega quasi sinistra verso la fine del libro e se pensiamo al fatto che è solamente l'inizio, so già che ci saranno molte cose da affrontare e non vedo l'ora di scoprirle.
Se cercate un dark fantasy che possa riempire le vostre giornate, questa saga fa al caso vostro.
"Non ti ucciderò, non oggi. La morte che meriti è qualcosa di lungamente più doloroso della purissima fine che si incontra nel freddo eterno. “
Il mio voto: ⭐⭐⭐⭐ e mezzo/5



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