RECENSIONE: Fiori di seta
- Tonia Sciarra
- 8 lug 2023
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 12 lug 2023

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Editore/Autore: Giulia Esse, Chrysalide Publishing.
Volume: Autoconclusivo.
𝐓𝐑𝐀𝐌𝐀:
Goryeo, regno vassallo dell’impero di Yuan, è costretto a inviare tributi umani ai propri dominatori. Tra questi c’è la sorella di Ha-neul, un ragazzo di umili origini e dal grande orgoglio. Quando il tentativo di salvare l’amata sorella dalla schiavitù fallisce, Ha-neul decide di vendicarsi uccidendo Ye-rin, la figlia del nobile che gli ha tolto tutto.
Ma basta un attimo di indecisione, e Ye-rin rimane sfregiata al volto.
La cicatrice rende Ye-rin indegna di portare il nome del clan. Nascondendo il viso dietro un velo, Ye-rin entrerà a far parte di una compagnia commerciale che le presterà una nuova identità e che le permetterà di perseguire il suo obiettivo: riprendersi il titolo che le spetta.
Le strade di Ha-neul e Ye-rin sono destinate a incontrarsi di nuovo. Ora, entrambi hanno un obiettivo in comune: salvare i tributi umani.
Insieme impareranno che la bellezza di un fiore in natura è destinata a morire. Ma la grazia di un fiore di seta può durare in eterno.
𝐂𝐎𝐒𝐀 𝐍𝐄 𝐏𝐄𝐍𝐒𝐎:
Buon pomeriggio cari lettori, anche oggi mi è capitato di avere fra le mani una storia tutta orientale, che personalmente ho amato e quindi vi parlerò di Fiori di Seta di Giulia Esse.
Il racconto è molto suggestivo, richiama tantissimi elementi della Corea storica, quella dell'epoca Goryeo quindi parliamo del 918 circa. Un'epoca durante la quale possiamo vedere proprio l'inizio di una fase che porterà poi queste terre ad essere quelle che noi conosciamo.
La protagonista di questo romanzo si chiama Yerin, una ragazza nobile, figlia di quello che potremmo definire un signore locale. È una donna che vive nella sua piccola campana di cristallo e segue diligentemente i suoi doveri. Dopo la morte della madre, continua ad essere allevata da suo padre, il quale nutre molto affetto nei suoi riguardi, fin quando tutto non comincia a cambiare...
Yerin ha una debolezza, si vede brutta. Nella sua mente ogni ragazza che sia di rango nobile o meno, risulta avere un viso più armonioso del proprio e questo non le permette di accettarsi pienamente, tanto da farne un vero e proprio dramma, fin quando per uno scherzo del destino non si ritroverà di fronte ad una situazione di pericolo durante la quale verrà ferita proprio sul viso da una spada.
Qui comincia il suo viaggio, l'uomo che credeva che l'avrebbe sempre protetta, la caccia via di casa senza permetterle di sposare l'uomo al quale era promessa, non nutrendo alcun rimorso. La gente la considera simbolo di sventura e per questo motivo Yerin si ritroverà sola e sofferente, fin quando non incontrerà sul suo cammino coloro che veramente sono disposti ad andare oltre le apparenze.
Dall'altra parte c'è Haneul, un ragazzo dal carattere freddo e complesso. La sua storia è fatta di dedizione e rimorsi, poiché fin da piccolo è stato costretto ad essere un punto di riferimento per sua sorella, tanto da lavorare giorno e notte pur di permetterle di avere in tavola un pasto caldo. Un giorno però quest'ultima viene prelevata per poter essere offerta come tributo e quindi ridotta in schiavitù. Haneul combatte con tutte le sue forze pur di liberarla, ma alla fine viene "maledetto" e si ritroverà assetato di vendetta in attesa di poter ritrovare sua sorella, persa in chissà quale angolo della Corea.
È proprio il suo desiderio di vendetta che lo pone sul cammino di Yerin sfregiandole il viso e il fardello di quest'uomo diventerà ancora più pesante successivamente.
Ci troviamo di fronte due personaggi profondamente turbati, che seppur abbiano perso ogni cosa, si ritrovano a dover collaborare insieme. Yerin cambia profondamente, da ragazzina spaventata e presa a male dal proprio aspetto, diventa una donna sicura di sé, che però cela il suo volto in pubblico ad occhi indiscreti, a causa delle credenze coreane.
Si ritrova a gestire vari commerci, affronta avventure senza troppo timore e trova sempre il modo di farcela, cosa che ho apprezzato molto.
Possiamo vedere la differenza che c'è fra lei e Haneul: Lui è logorato dal senso della vendetta, mentre lei invece pur volendo vendicarsi per ciò che le è accaduto e di coloro che hanno preso il suo posto, sa che quella non è la giusta strada ed in cuor suo preferisce farsi un nome e riscattarsi.
Questo è l'esempio perfetto di come due anime affini possano essere così diverse fra di loro. Yerin è astuta, sa quello che fa e soprattutto trova tanta fiducia nelle sue capacità grazie a coloro che ha avuto modo di conoscere e soprattutto a Tolui, il capo mercante che si prenderà cura di lei per un bel po' di tempo.
In questo libro ho visto una profondità di messaggi che mi ha colpita, perché arrivano al lettore con la tipica delicatezza dei romanzi storici ambientati in Asia, ma lasciano un'impronta nel cuore. La scrittura è delicata, scorrevole e mai forzata, accompagna infatti il lettore con molta semplicità fra le righe di questa storia.
Trovo che anche i personaggi secondari ed i due antagonisti, abbiano avuto una profonda caratterizzazione, soprattutto per quanto riguarda la "nuova Yerin", ovvero colei che prenderà il suo posto dopo essere stata cacciata via di casa.
Ognuno ha profondi sentimenti, ognuno soffre a modo suo ed è proprio questo che risalta all'occhio. Che essi siano nobili o meno, ognuno è in grado di percepire il dolore per situazioni differenti e questo non rende tutti così tanto diversi.
È una storia che veramente ha un impatto enorme, in particolar modo su coloro che come Yerin hanno avuto e hanno ancora tanta difficoltà nell'accettarsi a livello estetico. E chi di noi non ci è passato tormentandosi?
Voglio ringraziare Chrysalide per avermi dato l'opportunità di leggere un'altra delle sue magnifiche opere che non vedevo l'ora di poter recuperare.
Consiglio questo libro a coloro che non solo amano i racconti incentrati in Asia, ma che hanno bisogno di vedere che il cambiamento sia possibile e che il dolore delle esperienze passate non distrugge, fortifica l'anima di una persona.
“ C’era fuoco in lei, ma non era un fuoco che poteva scottarlo. Il suo ardore era meschino, vile, atto solo a difendersi per sopravvivere. ”
Il mio voto: ⭐⭐⭐⭐⭐/5

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