Recensione: Corregidora
- Tonia Sciarra
- 12 lug 2023
- Tempo di lettura: 3 min

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Editore/Autore: Gayl Jones ; Feltrinelli.
Volume: Autoconclusivo.
𝐓𝐑𝐀𝐌𝐀:
Scritto in una lingua tagliente e diretta, "Corregidora" è il romanzo d’esordio della statunitense Gayl Jones (Lexington, Kentucky, 1949). Pubblicato nel 1975 grazie ai buoni uffici di Toni Morrison, narra la vita di Ursa Corregidora, una cantante di blues la cui esistenza nel presente è rimasta agganciata al passato traumatico della schiavitù. Per Ursa il ricordo delle violenze subite dalle sue antenate, il permanere nella mente delle loro voci, il confuso desiderio di fare giustizia determinano le sorti del suo canto, il destino del suo matrimonio e il suo rapporto con la maternità. Estranea al sentimentalismo e alla retorica, Jones ha scritto un romanzo in cui il dovere della memoria diventa un macigno, un fardello che spinge la protagonista verso un’esistenza in cui sesso e sopraffazione sono sempre in primo piano e sempre connessi tra loro.
𝐂𝐎𝐒𝐀 𝐍𝐄 𝐏𝐄𝐍𝐒𝐎:
Buongiorno readers, grazie al review party organizzato da @unalibraiaincorsia in collaborazione con Feltrinelli, mi è capitato tra le mani una chicca di letteratura contemporanea americana di cui voglio assolutamente parlarvi.
Questo è un libro un po' diverso dal solito, uno di quelli che ha molto da raccontare e che lo fa in modo nudo e crudo, senza porsi limiti su coloro che si ritrovano di fronte le sue pagine.
Ursa è una donna che cerca il proprio io interiore e che si è ritrovata di fronte una situazione di cui resta vittima a causa del suo ex marito. Ci troviamo negli anni 47 - 60, laddove le persone nere faticano ancora ad essere riconosciute a pieno titolo lavorando per i bianchi per portare avanti la loro vita in seguito all'abolizione della schiavitù avvenuta molti anni prima.
Come si può evincere, il libro tocca tasti davvero molto forti, perché non è solo la schiavitù in sé che ritorna ogni volta nei racconti della nonna di Ursa, ma anche la violenza fisica che la donna racconterà di aver subito. Ci sono racconti di scene molto forti che colpiscono proprio ad impatto e ci aiutano a comprendere quanto i proprietari terrieri fossero spietati nei confronti di persone il cui compito era servirli e riverirli.
La nonna di Ursa pone sempre un monito nella mente della nipote: Vuole che nessuno dimentichi. In seguito alla distruzione dei vari documenti che attestavano le angherie subite con tanto di prove e contratti mai andati in porto, l'unico obiettivo è quello di non dimenticare ciò che queste persone hanno dovuto subire per poter ottenere la loro libertà successivamente.
Questo è un lato storico straziante, se si pensa a tutto ciò che è accaduto dall'epoca coloniale in poi e che ha portato ad una latente forma di razzismo, che purtroppo ancora oggi cambia di forma e di soggetti, ma non di sostanza.
Ursa è dilaniata dal trovare sé stessa in seguito ad un brutto "incidente" causatole dall'ex marito e cerca di comprendere cosa vuole realmente dalla vita, ma sembra che l'unica cosa che conti per lei sia il canto, in particolar modo il blues: La sua ancora di salvezza alla quale difficilmente può dire di no, nonostante le sue condizioni.
Sinceramente ho fatto molta fatica ad empatizzare con i personaggi di questo libro, perché risultano essere tutti ambigui e non riesco proprio a comprenderli pienamente, soprattutto per quanto riguarda le loro azioni, che spesso ammetto mi hanno lasciata un po' interdetta.
I dialoghi sono davvero semplici, ma essendo che la storia non è lineare, ho fatto difficoltà a comprendere cosa stesse succedendo e se la protagonista stesse sognando o ricordando qualcosa del suo passato. Questo non mi ha permesso di concludere la lettura come invece avrei voluto fare, causandomi non poche difficoltà.
Per quanto per me personalmente il messaggio sia arrivato non nella sua interezza, consiglio questo libro a chi ha bisogno di leggere di persone che combattono per la propria libertà e per l'emancipazione, ma soprattutto di vedere come le persone portano ancora avanti i propri ideali aspirando a migliori condizioni sociali.
Ringrazio ancora @unalibraiaincorsia e la casa editrice per avermi dato la possibilità di partecipare al Review Party.
Il mio voto: ⭐⭐⭐. 5 / 5.

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