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RECENSIONE: Arma Infero

  • Immagine del redattore: Tonia Sciarra
    Tonia Sciarra
  • 9 ago 2023
  • Tempo di lettura: 4 min

📚

 

Editore/Autore: Fabio Carta.

Volume: 1/4

 

         𝐓𝐑𝐀𝐌𝐀:


Su Muareb, un remoto pianeta anticamente colonizzato dall’uomo, langue una civiltà che piange sulle ceneri e le macerie di un devastante conflitto. Tra le rovine v’è Karan, vecchio e malato, che narra in prima persona della sua gioventù, della sua amicizia con colui che fu condottiero, martire e spietato boia in quella guerra apocalittica. Costui è Lakon. Emerso misteriosamente da un passato mitico e distorto, piomba dal cielo, alieno ed estraneo, sulle terre della Falange, il brutale popolo che lo accoglie e che lo forgia prima come schiavo, poi servo e tecnico di guerra, ossia "Mastro di Forgia", ed infine guerriero, cavaliere di zodion, gli arcani veicoli viventi delle milizie coloniali. Ed è subito guerra, giacché l'ascesa di Lakon è il segno premonitore di quel grande conflitto i cui eventi lui è destinato a cavalcare, verso l'inevitabile distruzione che su tutto incombe

 

      𝐂𝐎𝐒𝐀 𝐍𝐄 𝐏𝐄𝐍𝐒𝐎:


Muareb è un pianeta che ormai è completamente succube della razza umana, questo a causa di un'invasione aliena, che sembrava essere propensa a voler colonizzare gli umani rendendoli incapaci di intendere e volere, quasi come se fossero delle marionette nelle loro mani.

Tutto ciò porta inevitabilmente a vari scontri che potremmo definire vere e proprie guerre civili fatti di tradimenti e di alleanze e che porteranno il pianeta ad essere quello che noi vediamo oggi e che verranno raccontate da Karan nel minimo dettaglio, affinché si possa comprendere il background di quello che ci apparirà in tutto e per tutto come un mondo nuovo e da scoprire.

C'è una netta distinzione che appare fin subito tra le righe del libro, ovvero sia l'enorme disparità che si ha fra chi possiede varie ricchezze e chi invece non può permettersi nemmeno la più piccola cosa.

Se pensiamo alla conformazione del pianeta di Muareb, non è difficile poterlo associare a ciò che potrebbe accadere alla Terra, se non si limitano i danni che l'uomo causa ogni giorno in vari modi differenti.

Ci troviamo di fronte ad un pianeta che ha grosse difficoltà a gestire le sue risorse, perché ormai scarseggiano, così come l'acqua, inoltre l'ostilità di quest'ultimo sembra essere dovuta anche alle tracce di radioattività, che ormai sono ovunque e persistenti.

Il protagonista della nostra storia sarà Lakon, il quale riuscirà pian piano a farsi strada fino a diventare Mastro di Forgia, un ruolo fondamentale per poter apparire come capo di questi grandi scontri che imperversano durante la guerra e che sembra essere destinato ad un fato ancora più grande e temuto, testimone il suo essere tiranno. Ciononostante, proprio perché è Karan a raccontarci delle sue gesta, resta un mistero tutto ciò che si cela intorno a questo personaggio e soprattutto è difficile comprendere quali siano i suoi pensieri. Al contrario invece Karan è un'esplosione di sentimenti, un uomo che ne ha passate tante e che non ha paura di raccontarsi e di raccontare.

Il racconto si differenza per la ricchezza di contenuti, non solo dal punto di vista del linguaggio ricercato ed aulico, ma anche per la descrizione nei minimi dettagli di ogni genere di attività o luogo che incontreremo all'interno del libro. Personalmente non sono fan delle descrizioni particolarmente lunghe, ma ciò mi ha permesso di poter apprendere meglio molti aspetti del world building che a mio parere è assolutamente geniale e ricco.

Nonostante la pace ormai firmata con i Gordiani, possiamo vedere anche qui come questi ultimi si siano poi dedicati a vivere una vita tranquilla, mentre dall'altra parte i Coloni sperano nel ritorno della cavalleria della Falange, a causa delle condizioni di svantaggio nelle quali si ritroveranno a vivere.

Potremmo considerare questa lettura attuale e ben studiata, se consideriamo anche l'utilizzo delle armi nucleari, che vengono descritte in modo minuzioso, cosa che mi ha davvero colpita ed ha acceso la mia curiosità. Questo è un libro che abbraccia vari argomenti, generi, categorie e soprattutto trovo che il suo essere corposo non sia che un input per permettere al lettore di avere tutte le informazioni necessarie a proseguire il viaggio verso la nostalgia dei tempi andati e le gesta compiute nel passato.

Personalmente non amo molto i romanzi fantascientifici, ma si può dire che questo libro abbia catturato tutta la mia attenzione e mi sento di consigliarlo non solo agli amanti di questo genere, ma anche a coloro che sentono il bisogno di immergere la loro mente in un racconto diverso e più impegnativo, che sicuramente piacerà agli amanti anche di qualsiasi altro genere.

Voglio ringraziare l'autore per avermi permesso di poter collaborare e leggere questa meravigliosa storia.


 

“ Non è bellezza effimera quella del tuo sguardo, non viene di fare associazioni all’estetica o alla vanità, a pietre preziose o altri nobili materiali. Viene da fissarli, da ammirarli, come inghiottiti dalla loro profonda, ipnotica tenebra; e questo m’avviene ogni volta senza timore, te lo dico sinceramente, poiché so esserli lo specchio oscuro e bellissimo di un cuore immenso, vasto come l’universo, che si propone agli altri senza finzioni o inganni ”

 


Il mio voto: ⭐⭐⭐⭐. 3 / 5.


 
 
 

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