BLOGTOUR: Quarta tappa di Spuma di Luna.
- Tonia Sciarra
- 14 set 2023
- Tempo di lettura: 3 min

Buonasera cari lettori, oggi volevo proporvi un argomento un po' diverso dal solito, ma che ha un enorme impatto soprattutto sulla società nella quale viviamo attualmente. Il libro di @manuelavinariowrites , intitolato Spuma di luna, ci presenta varie sfumature sul ruolo effettivo che ha la donna e il riscatto che essa cerca per sé stessa.
Manuela ci propone uno spunto molto interessante:
“ La collana, innestata sul susseguirsi di una serie di piccole donne che simboleggiano l’intera Universalità e il loro innervamento nel mondo del quale sono Figlie, prefigura quindi conseguentemente la figura della donna intesa come portatrice di benessere e di rigenerazione, in tutte le sue sfumature più diversificate e che si rivedono nelle culture cui ogni libro afferisce: in particolare, nel primo volume Bulan ha come prerogativa divina la cura e la dolcezza e tutte le figure femminili presenti nella storia hanno a loro modo una funzione positiva, a differenza invece dell’apparato divino induista, che riserva alle donne, come Kali e Urvali, un posto di disprezzo e di timore. Bulan ribalta questa gerarchia delle cose e tutta la collana vuole essere un esempio per la salvaguardia e la tutela del ruolo delle donne, che non sono angeli, ma, al contrario, delle pronte e forti guerriere: nella maggioranza delle culture, la donna riveste il ruolo di foriera dell’esistenza e del benessere, in ogni sua forma vivente.”
Ma perché questo accade? La donna ha sempre rappresentato nelle varie culture un ruolo che non era mai lo stesso. Ad esempio, prendendo come spunto l'induismo, essa è sempre vista come sottomessa al marito, proprio a causa della religione (nonostante molte divinità induiste siano donne), ma questo avviene anche in altre culture, basti pensare anche alla cultura antica asiatica, come quella giapponese o cinese, oppure lo stesso cristianesimo che vede la donna come fonte di peccato.
Questo però non vuol dire che il suo ruolo sia definitivo e che le gerarchie debbano restare uguali. È proprio la protagonista del libro che ce lo dimostra mostrandosi forte, volenterosa, coraggiosa e dando modo di far capire come la donna vuole e può scardinare ogni cosa solo volendolo. I secoli scorsi e quello attuale sono testimoni di tante lotte a riguardo.
Se pensiamo che tutto ciò è dovuto alla cultura o anche solo alla religione, il tutto ci appare esilarante, eppure abbiamo molta strada da compiere.
Le donne sono forti, sanno ciò che vogliono, sono delle vere e proprie guerriere impavide che lottano ogni giorno in ogni cultura pur di vedersi riconosciute e soprattutto sono portatrici di benessere, che non necessariamente devono svolgere il ruolo di madri e non devono essere considerate solo per il dono della vita.
Sono pensatrici, lavoratrici, donne in carriera o realizzate e proprio in molte culture sono considerate anche il simbolo dello star bene. In molte culture sono le Dee ad essere venerate e pregate affinché si porti a compimento un sogno o un obiettivo. Quante volte i norreni facevano affidamento su Freyja per i raccolti o per le gravidanze? Quante volte i greci rivolgevano le loro preghiere ad Athena durante le loro battaglie nefaste?
Nella mitologia greca le Dee sono quelle che ricoprono i ruoli più fondamentali e che non necessariamente vengono associati solo alla figura della madre.
Nell'induismo ad esempio è in parte simbolo di benessere la famosa Dea Shakti, la quale è il principio dell’energia divina che nell’induismo è donna, oppure abbiamo Parvati, simbolo di benevolenza stessa, ma si sa che per questa vasta cultura racchiude in sé molte sfaccettature fra dee benevole ed altre malevole.
Nella mitologia giapponese invece abbiamo figure come Amaterasu, che penso sia la Dea più importante. Senza di lei il mondo si spegnerebbe e non esisterebbero più né giorno e notte, né le stagioni. È il fulcro vitale del benessere e della vita che circonda ogni essere vivente. È colei che ci consente di vivere ogni giorno nelle sue più piccole sfaccettature grazie al suo essere amata e vitale.
Ogni cultura racchiude in sé tanto ed ogni mito ci dà idea di come le donne possano essere quasi di conforto nei momenti peggiori, grazie al loro poter sopportare ogni evento con forza, dedizione, ma anche con la sensibilità giusta che ci fa sentire un po' coccolati nei momenti bui, ecco perché le confidenze vengono rivolte alle Dee, che sembrano essere propense ad ascoltare ed accogliere chiunque.
In conclusione, posso affermare che ogni cultura è concorde su una singola cosa per quanto riguarda la religione: La donna sarà sempre simbolo di forza spirituale e portatrice di benevolenza.

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